2nd novembre, 2017 / News / Off

Guida del Cilento

Guida – Il Parco nazionale del Cilento è un territorio di inestimabile valore ambientale, paesaggistico e culturale.

Paradiso per gli amanti del mare e della natura, il Cilento rappresenta quella parte della Campania lasciata ancora vergine dalla cementificazione e dal turismo di massa.

Chi viene nel Cilento sa che la costa è ancora meravigliosamente selvaggia, che si può respirare a pieni polmoni perché lo smog ed il traffico sono realtà lontane che la sera alzando lo sguardo è possibile ancora vedere il cielo stellato.

Una terra di miti e di leggende, dalle sirene al nocchiero Palinuro di Virgilio a memoria, oppure di antiche tradizioni folcloristiche e religiose a cui la popolazione locale è particolarmente legata.

Per non parlare della gastronomia. Non tutti sanno che la Dieta Mediterranea è nata a Pioppi, nel Cilento.

Per questo l’olio ha un sapore speciale, il grano ed i legumi e tutti i prodotti locali di inestimabile valore perché di produzione biologica.

Spesso si confonde il Cilento con il vicino Salento, ma qui siamo ben lontani dalla frenesia della costa pugliese e per questo ci sono tappe e luoghi assolutamente da non perdere.

 

  1. Paestum e mozzarella più stop

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L’area archeologica di Paestum è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

I 3 templi dorici svettano maestosi tra il Foro, l’Agorá e l’anfiteatro dell’antica Poseidonia, antico nome di Paestum in onore di Poseidone, dio del mare, e latinizzato dai Romani.

Da non perdere è il Museo Archeologico, che conserva pezzi di inestimabile valore come la famosa Tomba del Tuffatore, uno dei primi esempi di pittura greca di età classica.

(Biglietto di ingresso museo + scavi euro 7,00. Ingresso gratuito per cittadini UE di età inferiore a 18 e superiore a 65 anni. Sconto del 50% per cittadini UE di età compresa tra i 18 e i 25).

 

  1. Oasi Fiume Alento

“Alle porte del Cilento, un’oasi immersa nella natura “, questo è il motto dell’Oasi del Fiume Alento, situata all’uscita della SS 18 ‘Diga Alento” tra Agropoli e Vallo della Lucania.

Si estende su un’area di 3.024 ettari che comprende gran parte del fiume Alento, dove è presente una diga in terra che, sbarrando il corso del fiume, origina un lago artificiale di circa 1,7 kmq.

L’Oasi si sviluppa lungo la sponda destra del fiume ed è costituita da laghetti, aree attrezzate, foresteria, parco giochi, ristoranti ed orto botanico. Possibilità di noleggiare biciclette tiro con l’arco, pesca sportiva e tante altre attività.

L’Oasi è un patrimonio unico di biodiversità che ospita diverse specie animali: lontre, cinghiali, volpi, lepri, tartarughe e diverse esemplari di uccelli e pesci.

(Biglietto di ingresso euro 5,00.  Dal lunedì al venerdì il prezzo di ingresso è ridotto a 2,00 euro).

 

  1. Ascea e Velia

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L’area archeologica di Velia è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

L’origine del nome di questa cittadina è ricco di poesia: Ascea deriva dal greco a-skaidon, ovvero luogo privo di ombre e quindi ricco di luce, mentre il nome greco era Elena, famosa per la scuola filosofica di Parmenide e Zenone.

Nell’area archeologica è interessante visitare l’area portuale, Porta Marina, Porto Rosa, le Terme ellenistiche e le Terme Romane, l’Agorá l’Acropoli, il quartiere meridionale ed il quartiere arcaico.

Di inestimabile valore la famosa Porta Rosa, primo esempio di arco a tutto sesto in Italia, che svolgeva la duplice funzione di collegamento dei due quartieri della città, e di viadotto congiungente le due sommità dell’acropoli.

(Biglietto di ingresso euro 3,00 intero/ euro 1,50 ridotto)

 

  1. Punta Licosa

sal : punta licosa

La frazione Punta Licosa di Castellabate conta 72 abitanti. Il suo nome è legato alla leggenda della Sirena Leukosia (in greco significa “bianca”), una delle tre sirene che incontrò Ulisse durante il suo viaggio, la quale si gettò da una rupe della costa per un amore non corrisposto ed il suo corpo prese le forme di uno scoglio: l’isola di Licosa.

Si tratta di un isolotto semisprofondato, dove si trovano ruderi di mura e di un faro. Nelle sue acque, sono visibili i resti sommersi di una villa romana e di una vasca per l’allenamento di murene risalente ad un periodo che va dal I secolo a. C. al I secolo d.C.

Recentemente dichiarata Area Marina Protetta, la zona costiera licosana è caratterizzata dalla presenza del ” Flysch del Cilento “, una rara tipologia di roccia composta da diverse stratificazioni. Inoltre Punta Licosa è stata diverse volte premiata come la spiaggia più bella da Legambiente ed ha vinto diverse bandiere Blu.

 

  1. Castellabate

CASTELLABATE

Bandiera Blu per 18 anni consecutivi, Castellabate fa parte dell’omonima Area Marina Protetta, popolata da diverse specie vegetali e animali protette, come il pesce pappagallo o le nacchere, una rara razza di mollusco.

Nel borgo di Castellabate , reso famoso nel 2010 dal film “benvenuti al sud ” è interessante visitare il Castello dell’Abate, fatto costruì nel 1123 dall’abate Costabile , per difendere il territorio dagli attacchi saraceni via mare e da cui deriva il toponimo , la basilica di Santa Maria de Giulia, il Museo di Arte Sacra, il Belvedere San Costabile e la famosa Piazza 10 ottobre 1123 , che prende il nome dalla data della fondazione del Castello dell’Abate e location  di tantissime scene del film “benvenuti al sud ” ammirata anche da Gioacchino Murat, al quale è dedicata la targa presente al lato della piazzetta “Qui  non si muore”

Da non perdere i paesi che si affacciano sulla costa, come Santa Maria di Castellabate con il bellissimo santuario di Santa Maria a Mare, San Marco di Castellabate con la necropoli e la chiesa di San marco Evangelista e la vicina Agropoli, dal pittoresco centro storico fatto di porte e torri da cui svetta il castello.

 

  1. Acciaioli, Pioppi e Pollica

Acciaroli è un tipico borgo di pescatori premiato da diversi anni per la limpidezza delle sue acque. Da visitare la chiesa dell’Annunziata ed il centro storico. Si dice che Ernest Hemingway vi soggiornò diverse volte affascinato dalle bellezze del luogo, e che qui trasse l’ispirazione per “il vecchio e il mare”, anche se non ci sono prove certe. Poco lontana da Acciaroli è Pioppi, patria della Dieta Mediterranea, che ospita il museo Vivo del Mare. Pioppi è una località di circa 300 abitanti e frazione Marina del comune di Pollica, dove è bello visitare il Castello dei Principi Capano, la chiesa di San Nicola ed il Convento francescano di Santa Maria delle Grazie.

 

  1. Grotte di Pertosa e Certosa di Padula

Grotte-Pertosa

La Certosa di San Lorenzo a Padula è la prima Certosa ad essere sorta in Campania, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Occupa una superficie di 51.500 mq, è composta da tre chiostri, un giardino, un cortile, una chiesa costituendo uno dei più sontuosi complessi monumentali barocchi del Sud Italia nonché la più grande Certosa a livello nazionale e tra le migliori d’Europa.

Da abbinare alla visita della Certosa è sicuramente la passeggiata alle grotte dell’Angelo di Pertosa. Le grotte sono l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiume sotterraneo, addentrandosi verso il cuore della montagna. Il primo tratto si visita con una particolare barca trainata da un cavo d’acciaio, che serve a raggiungere il resto del percorso pedonale.

Le grotte infatti si estendono per circa 3000 metri nel massiccio dei Monti Alburni, in un percorso ricco di stalattiti e di stalagmiti che decorano gli spazi con forme, colori e dimensioni diverse.

Per circa 8 anni le Grotte di Pertosa hanno ospitato la prima forma di speleo teatro

” L’ Inferno di Dante nelle grotte ” è ancora oggi le grotte sono il teatro di diversi eventi e spettacoli.

(biglietto Certosa di Padula: intero euro 4,00, ridotto (cittadini UE tra i 18 e i 25 anni euro 2,00) . Ingresso gratuito per i cittadini UE al di sotto dei 18 anni e al di sopra dei 65 anni)

 

  1. La valle delle orchidee

Forse è il percorso naturalistico più particolare di tutto il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Le sue 184 varietà di orchidea spontanea fioriscono a maggio che è quindi il mese più consigliato per una visita.

Tuttavia questo percorso, che da Sassano attraversa fantastici boschi e altipiani abitati da tanti animali allo stato brado e arriva a quota 1200.

 

  1. Oasi WWF delle gole del Fiume Calore

OasiWWF

Tra i fiori all’occhiello del meraviglioso Parco Nazionale del Cilento quest’oasi è una meta adattatissima sia alle famiglie che agli amanti del trekking, del cicloturismo e della canoa.

Si tratta di cinque imponenti incisioni nella roccia calcarea formatesi nel corso del tempo per effetto della forza erosiva delle tonanti acque del fiume Calore.

Cascate e rapide, ponti calcarei e grotte, piante di mirti, gigli selvatici, felci lecci e olmi; Peppino cinghiali, tassi, salamandre, lontre, gheppi, poiane e falchi e ovviamente trote.

In questi 120 ettari di terreno protetto, dal ponte medioevale situato a valle di Felitto fino ai confini con il territorio di Magliano, regna un silenzio irreale ove emergono sensazioni ormai dimenticate.

Periodo consigliato per visitare le gole è in primavera/autunno.

  1. Le feste, le sagre e gli eventi

Il Cilento offre ogni tipo di festa: dalle piccole ma tradizionali sagre di paese alle feste internazionali di grande rilievo. Tra tanti il meeting del mare di Marina di Camerota, ilJazz di Laurino, alla tavola della Principessa Costanza di Teggiano, la Borsa del turismo archeologico, l’antica tradizione natalizia dei presepi e dei mercatini natalizi. Innumerevoli le sagre, tra le più note quella del fusillo di Felitto, Fiera della Frecagnola di Cannalonga. Gli eventi si concentrano soprattutto durante i mesi estivi.

  1. Baia (o porto) degli Infreschi

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Porticciolo di origine naturale molto noto al turismo nazionale ed internazionale, fiore all’occhiello della costa cilentana, Porto degli Infreschi è meta di ogni escursione via mare che parte da Marina di Camerota. È così chiamato per le sorgenti di acqua dolce che si mischiano all’acqua di mare e costituisce un riparo naturale protetto da tutti i venti, che veniva spesso utilizzato in passato come rifugio dei pescatori.